La gabbia dorata di Instagram

istVa bene, non sarà la fine del mondo, ci sono tanti altri problemi nella nostra vita reale e virtuale, però, sappiate che tra qualche settimana instagram cambierà il modo con il quale ci propone i post degli account che seguiamo.

Non più un semplice ordine cronologico, per cui ci si può imbattere in contenuti inconsueti, pubblicati da utenti che seguiamo saltuariamente, ma un vero e proprio algoritmo sulla falsariga di quello già utilizzato da facebook.

In altri termini saranno una serie di righe di codice a stabilire cosa è più importante per noi, cosa è meglio che vediamo in testa al nostro feed. Più interazioni (like) abbiamo avuto con una persona e più vedremo i suoi contenuti.

Facebook ci ha già abituato a questa sorta di gabbia dorata, un mondo immateriale, nel quale si finisce per frequentare e avere scambi di opinioni solo con una cerchia di amici, con i quali si condividono interessi e modi di intendere la vita. Tutto ciò con cui siamo in disaccordo o semplicemente non riteniamo interessante resta fuori dalla porta, invisibile.

Trasportare questo meccanismo anche su un social visuale come instagram significa fare un ulteriore passo verso l’appiattimento e l’omologazione della nostra sensibilità visiva. Una comunicazione auto referenziale con la quale rappresentiamo il mondo a nostra immagine e somiglianza.

La condivisione, vera ricchezza della rete, sembra in qualche modo destinata ad essere utilizzata solo per rafforzare le proprie convinzioni e a tenerci alla larga da ogni tentativo di cambiare opinione, di aprirci a nuovi punti di vista.

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