Murray Fredericks – L’infinito in uno specchio

9P3W41NYNella storia dell’arte, l’utilizzo dello specchio nello spazio pittorico, fa la sua comparsa in numerose opere fin dal 1400 e ha permesso di contrapporre, rappresentazione artistica, esteriorità e interiorità, sguardo e visione.
Lo specchio viene quindi utilizzato per estendere lo sguardo oltre il campo del reale. Una quinta aperta sulla possibilità di ampliare il significato dell’opera.
Riprendendo la lezione dei grandi artisti del passato, il fotografo australiano Murray Fredericks, realizza le sue immagini inserendo nell’inquadratura un grande specchio che, nella serie Salt:Vanity, viene utilizzato per riflettere il paesaggio del  Lake Eyre, il lago salato più vasto al mondo.
L’artista riesce in questo modo a donarci una visione minimalista e estremamente intensa di questo spazio arido dell’outback australiano. Un insieme metaforico nel quale si mescolano, con grande delicatezza, le sfumature prodotte dalla natura. Un paesaggio  nel quale lo specchio moltiplica gli spazi e le prospettive.
Spazio, colore e luce, riflessi negli specchi di Fredericks, proiettano lo spettatore in una nuova dimensione onirica e rarefatta nella quale è possibile ritrovare lo stupore dell’uomo di fronte alla natura.
Un lavoro estremamente raffinato e non privo di difficoltà realizzative come si può vedere nel video.
Salt:Vanity è in mostra, fino al 14 giugno alla Hamiltons Gallery di Londra.
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